I LIKE TO BE FREE

SCUOLA: SCUOLA SECONDARIA DI PRIMO GRADO G.MARCONI TERNI
Classe: II B, Numero studenti: 24,
Città: Terni

Si tratta di un’esperienza originale di cittadinanza attiva. Mandare ai propri coetanei un messaggio contro il cyberbullismo ed i pericoli nella rete attraverso il linguaggio della musica.
Si tratta, infatti,  di un video-rap.
Tutti i giovani ascoltano la musica sempre e ovunque. Per questo, si è pensato di realizzare un rap in quanto strumento privilegiato di interazione con loro e tra di loro, che veicola conoscenze e valori. Consapevoli che nel periodo adolescenziale il gruppo è determinante per la costruzione delle personalità, per la loro maturazione, abbiamo voluto mettere al centro del progetto il Gruppo. Il gruppo sostituisce infatti l’autorità  dell’adulto, trasformando le relazioni tra l’adolescente e l’insegnante. Non è più solo l’insegnante, ma soprattutto il gruppo che facilita e promuove la consapevolezza. Il testo è stato scritto dai ragazzi sotto al guida dell’ insegnante di lettere. Così pure le coreografie ed i balletti sono stati curati da loro. I ragazzi hanno affrontato compiti comuni, proponendo ciascuno le proprie idee, le proprie esperienze, le proprie modalità  intellettive, le proprie competenze, mettendosi in gioco in un piano di cooperazione e non semplicemente di collaborazione.  Abbiamo pensato all’hip hop, genere musicale vicino ai ragazzi, per motivarli a definire i contenuti e per inviare un messaggio costruttivo agli altri.

Traguardi di apprendimento:

  • Formazione all’uso critico e alla fruizione consapevole dei messaggi mediatici
  • Educazione alla produzione responsabile degli stessi.
  • Offrire agli studenti occasioni di apprendimento dei saperi e dei linguaggi culturali di base
  • Acquisizione degli strumenti di pensiero necessari per apprendere a selezionare le informazioni
  • Promuovere negli studenti la capacità di elaborare metodi e categorie che siano in grado di fare da bussola negli itinerari personali;
  • Favorire l’autonomia di pensiero degli studenti, orientando la propria didattica alla costruzione di saperi a partire da concreti bisogni formativi.

Metodologie
I momenti di conflittualità e competitività dei primi periodi sono stati contenuti e, nel tempo, fortemente limitati, grazie alla metodologia laboratoriale,  che, con la cooperazione fra studenti e l’educazione fra pari ha consentito di raggiungere una coesione maggiore e una riduzione del livello di antagonismo. Le tecniche utilizzate nella realizzazione del progetto sono state il brainstorming ed il cooperative learning, perché si caratterizzano per la valorizzazione di competenze multiple e di stili diversi nella produzione di idee e di soluzioni condivise.

Idea Chiave
Oggi più che mai, nel rapido evolversi di modelli e strumenti tecnologici che caratterizzano profondamente la cultura odierna, diventa fondamentale riflettere sulla pervasività dei fenomeni mediali che tutti noi stiamo vivendo giorno per giorno. In modo particolare, questa “rivoluzione comunicativa” interpella il mondo della scuola e più in generale dell’educazione, rendendo più che mai urgente una riflessione su questa trasformazione.
In primo luogo è importante guardare questa realtà, che coinvolge soprattutto le nuove generazioni, non come un pianeta sconosciuto, distante, pericoloso – se non addirittura minaccioso – nei confronti del mondo comunicativo tradizionale, ma come un nuovo pianeta ricco di potenzialità, di nuova energia, di possibilità da scoprire e condividere. Lo spettatore tradizionale, che al tempo della televisione si configurava come un terminale passivo del sistema di comunicazione, nello scenario attuale – caratterizzato da una logica di comunicazione a forte struttura interattiva-  si trasforma in utente e produttore di servizi. Ma la maggior parte di questi prodotti artigianali sono di bassa qualità. Ecco che, quindi, diventa urgente l’educazione dei ragazzi al loro uso critico, consapevole e responsabile. I ragazzi accedono alla rete senza un reale controllo da parte delle famiglie. Questo produce rischi per i minori. E’, quindi, evidente il ruolo che la scuola deve assumersi di fronte a questa nuova emergenza di tutela dei ragazzi. Ruolo che oltre ad essere difensivo, utilizzando tutti i mezzi tecnici e promuovendo atteggiamenti di responsabilità, deve essere necessariamente di prevenzione. Ma in che modo? Diffondendo la cultura nella rete. Diventare punto di riferimento per i giovani naviganti che virtualmente si incontrano per condividere e conoscere. La scuola è chiamata a realizzare percorsi formativi sempre più rispondenti alle inclinazioni personali degli studenti, nella prospettiva di valorizzare gli aspetti peculiari della personalità di ognuno e, grazie alla rete, riesce a rendere i ragazzi protagonisti attivi del loro sapere e dispensatori di valori.
L’introduzione delle ICT a scuola non sta nel porre un ragazzino davanti ad un computer, ma nel saper tradurre questa situazione in un’occasione per esercitare concretamente le sue potenzialità, in un’opportunità educativa tale da fargli acquisire competenze che si possano tradurre in un atteggiamento consapevole di sapere, saper fare, saper essere. Chi sperimenta questo campo rileva i seguenti aspetti:

  • aumento dell’interesse e della motivazione;
  • promozione di un atteggiamento cooperativo e di aiuto reciproco;
  • maturazione di capacità critiche;
  • superamento di problemi di relazione.

Nell’esperienza specifica abbiamo anche sfruttato le opportunità espressive offerte dai media, per l’educazione alla convivenza civile.

Modalità
I ragazzi hanno creato su  whatsapp per PC un gruppo-classe anche con le insegnanti coinvolte nel progetto,  con il quale hanno interagito e pubblicato idee, materiali, link importanti al progetto e dove è stato pubblicato il questionario di autovalutazione. A scuola, con la LIM, hanno visionato diversi rap musicali, cercato video e wallpapers, adatti per lo sfondo chromakey da inserire nel loro video.
Con l’insegnante di lettere hanno scaricato da vari siti (cyberkid, Generazioni Connesse…) materiale utile per studiare, discutere, riflettere sul fenomeno del cyberbullismo e stilare un galateo della rete. Insieme hanno scritto il testo della canzone. Con l’insegnante di musica hanno scelto, sempre in internet, la base musicale e messo a punto la canzone. Tutti i ragazzi ne cantano una strofa. Hanno registrato l’audio utilizzando tecnologie diverse dal normale registratore, che hanno mostrato loro come si può manipolare la voce umana, correggendo gli errori. Si è passati alla registrazione video con videocamera digitale utilizzando come sfondo un telo verde. Infine l’insegnante membro del team digitale ha montato il video utilizzando Adobe Premiere. Il video è stato caricato sul canale youtube della scuola.
Le prof.sse Blasini e Bartolocci hanno seguito due corsi di formazione sul Cyberbullismo e Peer&Media Education erogati dalla Università Cattolica di Milano. Tutto il materiale multimediale fornito nei due corsi è stato riutilizzato in classe.

Trasferibilià
Il nostro modello didattico va oltre il semplice utilizzo della metodologia della peer education, poiché “rappare” su contenuti e tematiche trasforma questi da oggetto di studio a momento di riflessione condivisa e di divertimento, rendendo quindi ancora più consapevole  l’acquisizione delle competenze e delle life skills ed è riutilizzabile in ulteriori contesti scolastici. Il video-clip è disponibile on line sia come esempio di strumento pedagogico sia come oggetto didattico per usufruirne in classe. Il canale youtube della scuola è un repository di video-rap realizzati in precedenti anni scolastici. Ricordiamo che si tratta di un lavoro interdisciplinare Lettere – Musica-Motoria-Membro Team Digitale: condizione necessaria per una efficiente trasferibilità.

Testo del rap

Mi piace, mi piace, mi piace essere libero

Mi piace, mi piace, mi piace essere rispettato

Mi piace, mi piace, guardare negli occhi i veri amici.

Noi siamo social, siamo connessi

compressi al web genuflessi.

Generazione Zeta, a noi la rete, la chat lo sharing nulla vieta .

Pensieri, sentimenti nel web condividiamo

ma poi del grande ragno un pasto diventiamo.

C’è una cosa che dobbiamo sapere,

i click a volte procuran dispiacere.

Tutti insieme il problema risolviamo

non diventiamo merce di seconda mano.

Dietro a profili simpatici e amichevoli

può esserci chiunque con intenti abominevoli.

Ruba la tua anima con false identità,

diffonde la tua vita a gran velocità.

Internet lo sai, ha una gran memoria

giga infiniti per brogli e vanagloria.

Rit. I like it , I like it ………to be free

I like it ,I like it ………to be free

Anche se il  profilo ti appresti a cancellare

stalking e spamming non li puoi evitare.

Il cyberbullismo è la vera novità,

crimine internettiano di una squallida realtà.

Il profilo configura per proteggere te stesso,

difendi  la tua privacy, la vita, il tuo rispetto.

La password a nessuno devi dare,

l’amico più fidato la potrebbe utilizzare!!!

Se chatti, rispetta ogni persona,

chi si affida al web, spesso è proprio sola.

Offre la sua anima ad amici premurosi

si ritrova preda di ceffi spaventosi.

Gli occhi il viso di un amico tu li puoi toccare,

la rete è ben altro, non farti abbindolare.

Devi essere libero, allegro e spensierato

dai fiducia solo a un amico collaudato.

Rit. Look in my eyes, look in your eyes , look in my eyes, true friends

Think  twice before clicking, think twice before clicking.

Mi piace, mi piace ,mi piace essere libero

Mi piace ,mi piace, mi piace essere rispettato

Mi piace, mi piace, guardare negli occhi i veri amici.

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